Prime Esperienze
Ancora? Pt 5
coppiaetrusca
04.05.2026 |
440 |
0
"—Beh… e che ci deve fare?
—Dice che vorrebbe segarsi su di te… e magari, un giorno, vedere se sei davvero così troia..."
—Continua, puttana—Non feci in tempo a trattenermi e gli sborrai dentro quella bella figa calda.
—Sei un porco —mi disse.
Si accese una sigaretta e continuò il racconto. Ormai era evidente che le facesse più piacere a lei ricordare… più di quanto piacesse a me ascoltare come il suo ex l’avesse fatta sentire donna.
Fece una pausa, poi riprese:
—Un giorno mi invitò a casa sua. Un bel bilocale in centro.
Dopo quella volta evitò di ripropormi i privé… forse non era ancora sicuro di quanto potesse spingersi.
Lo spogliai.
Il suo fisico mi faceva impazzire. Alto, snello… e quel cazzo enorme, depilato, che spuntava sotto gli addominali. Le palle grosse, sempre piene di quella sborra calda e dolce che adoravo spalmarmi sul viso e sulle tette.
Mi fece stendere sul letto.
—Posso bendarti?
Non mi opposi. Era sempre stata una mia fantasia. Sentivo la mia indole da sottomessa venire fuori… grazie a lui.
Mi bendò.
Lo sentivo muoversi nella stanza, armeggiare nell’armadio. Poi tornò.
La sua lingua sui piedi, lenta, precisa..
Mi leccava le dita, una a una, succhiandole con passione. Poi salì piano… sempre più su… fino ai capezzoli.
All’improvviso—
Uno schiaffo sulla tetta.
Mi sorprese. Alzai la benda, confusa.
Lui era lì, davanti a me. Lo sguardo diverso. Più duro.
—Hai detto che sei la mia puttana, giusto? Allora rimettiti la benda e alzati.
Obbedii.
Sentii il rumore del telefono.
—Che fai? —chiesi.
—Zitta, troia. Alza le braccia.
Ancora una volta obbedii.
Sentivo che mi stava legando i polsi. La corda passava sopra le travi del soffitto. Mi trovai quasi sospesa, esposta, completamente sua.
—Ecco come mi piace, puttana… adesso sei tutta mia.
Cominciò a colpirmi. Prima i capezzoli. Poi le tette.
Schiaffi sempre più forti, la pelle che bruciava.
Eppure… Mi piaceva.
Girò intorno a me.
Sentii un pizzico al culo.
Aveva un frustino, cominciò a usarlo.
—Non ti sei comportata bene al privé… la mia troia va punita.
Ogni colpo mi faceva tremare.
Mi slegò.
Da uno spiraglio della benda capii che mi stava filmando.
Mi buttò sul letto. Mi legò i polsi ai pomelli.
Si avvicinava. Sentivo il suo odore sempre più forte.
Mi infilò il cazzo in bocca. Poi le palle.
Respiravo a fatica.
A un certo punto si sedette quasi sulla mia faccia.
—Leccami il culo, puttana.
Lo feci.
La lingua dentro, sempre più a fondo, sempre più eccitata.
Sentii qualcosa stringermi i capezzoli.
Morsetti.
Scattava foto.
Io godevo come una matta mentre il mio succo bagnava le lenzuola.
—Scopami —gli dissi.
—Zitta, puttana. Devo ancora fare qualche bella foto per i tuoi ammiratori.
Mi irrigidii.
—Che significa? A chi devi farle vedere?
Ero preoccupata.
Non volevo che degli estranei mi vedessero così.
—Un mio caro amico si è stancato di sentire solo i racconti della mia troia… vuole vedere fino a che punto ti ho sottomessa.
Finalmente mi scopò.
Mi tirò su le gambe, le ginocchia contro le spalle, aprendomi completamente.
Quel cazzo da cavallo… a momenti non lo sentivo nemmeno da quanto ero eccitata.
Lui lo capì.
—Se vuoi godere davvero… dobbiamo cambiare buco.
Mi fece pulire tutto con la lingua.
Poi mi inculò. Forte, senza fermarsi.
—Ormai sto culo è tutto rotto… ci vorrebbe una lattina di coca per riempirlo, lurida puttana…
Sentivo le sue palle sbattere, i morsetti tirare, ilcorpo che cedeva.
Tirò fuori il cazzo. E mi inondò.
—Brava puttana… mi hai svuotato le palle ancora una volta.
Scattò un’altra foto, mi slegò e mi bació.
—Andiamo a farci una doccia… voglio già il bis.
Sotto la doccia fu dolcissimo.
Mi lavò lentamente, con attenzione, sulle parti arrossate.
Ogni dubbio sparì. Era il mio uomo, avrei fatto tutto per lui.
⸻
—Quindi davvero vuoi far vedere le foto e il video al tuo amico?
—Sì… mi piacerebbe. Ovviamente se tu accetti.
—Beh… e che ci deve fare?
—Dice che vorrebbe segarsi su di te… e magari, un giorno, vedere se sei davvero così troia.
Esitai.
Già con la sua amica era stato troppo. Due uomini…
No. Eppure…
Mentre mi baciava, sentivo il suo cazzo tornare duro.
Ero drogata di lui.
Mi inginocchiai e glielo presi in bocca.
L’acqua calda scorreva.
Alzai lo sguardo.
Quel corpo…
Per un attimo pensai che per lui avrei fatto tutto.
Mi spinse la testa fino alle palle.
—Se vuoi essere la mia puttana… non dici di no.
Avevo un po’ di timore.
Ma ormai era tardi.
Mi venne in bocca.
—Bevi, troia. Non ti mollo finché non ingoi tutto.
Obbedii, quasi costretta.
Sapeva che non mi piaceva ma in quel momento…. Capivo che stavo superando il limite
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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